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Il Brasile nella morsa del Covid19

Cari amici di Colibrì, vi raggiunge il mio saluto e il mio grazie per il vostro pensiero e prezioso sostegno.

Come sapete dai media, la situazione in Brasile non va affatto bene. Per la verità anche prima la realtà non era rosea, ma ora, con la pandemia, stiamo vivendo un dramma. Il Brasile è un paese malato, colpito da una crisi sanitaria, politica, sociale ed economica. Ieri ci sono stati 4.195 morti per covid-19, secondo il National Council of Health Secretaries (Conass). È il numero più alto di morti in un giorno dall’inizio della pandemia, per un totale di 336.947 morti per malattia nel paese. È un morto ogni 22 secondi. Nell’ultimo periodo sono stati registrati 86.979 nuovi casi di covid-19, per un totale di 13.100.580 infettati dal virus nel Paese. E la crisi si riflette sull’occupazione: 1,1 milioni di nuovi disoccupati negli ultimi 3 mesi, per un totale di 13,8 milioni di disoccupati. In 1 anno, il Brasile ha perso 12 milioni di posti di lavoro. Questi sono dati drammatici. Casa do Menor lo vede ogni giorno nel suo lavoro quotidiano con la “gente di strada”, che aumenta continuamente. In tutto il paese sono 117 milioni le persone che vivono in una situazione di insicurezza alimentare. Una cifra enorme. Anche per queste persone, qui nella Baixada Flumineense, vogliamo essere una Presenza e quindi cerchiamo di dare delle “cestas basicas”, alimenti e beni essenziali, un aiuto concreto che infonde un po’ di coraggio.

Qualche giorno fa abbiamo inaugurato nuovamente il centro di Vila Claudia. Nuovamente perché è stato restaurato. È stato fatto un bel lavoro! E non è stato facile perché in questi mesi, proprio qui a Vila Claudia, ci sono stati scontri tra diverse fazioni, tra milicia e narcotraffico. Ci impedivano di lavorare perché devono spartirsi il territorio per il narcotraffico e noi diamo fastidio. Abbiamo ricevuto anche minacce di morte. Ma noi non desistiamo. Rimaniamo vicino ai nostri ragazzi. Siamo una Presenza di vita buona, diversa. Casa do Menor deve continuare ad essere un segno e una luce che indica un percorso diverso dal narcotraffico e dalla violenza. Un segno di speranza soprattutto per i giovani. Dove c’è fame, interveniamo con l’assistenza ai più poveri. Dove c’è intolleranza, interveniamo con il dialogo. Dove c’è ignoranza e paura, interveniamo con l’educazione. Dove ci sono le armi, interveniamo con la tenerezza. Se volete aiutarci in questo momento di particolare difficoltà, ve ne siamo molto grati.

Un grande abbraccio a tutti voi.

P. Renato

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