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Arturo Paoli, la rivoluzione del cuore

Arturo Paoli

Piccolo Fratello di Charles de Foucauld

La caratteristica della nostra cultura occidentale è l’Astrazione: si valorizzano i concetti, le idee astratte, sia nella filosofia che nella religione. SI è creato, a partire dal mondo greco ad oggi, un dualismo, una spaccatura tra la vita religiosa, spirituale, concettuale, e la nostra realtà quotidiana.

Levinas, filosofo contemporaneo, russo, di origine ebraica e vissuto in Francia, oggi uno dei capi scuola di una nuova filosofia (fondata da Husserl) che, a differenza della vecchia scuola filosofica occidentale, valorizza la realtà ma senza dimenticare il piano spirituale. E’ la fenomenologia, una nuova forma di pensiero che dice: non ci sono due mondi, ma solo uno. L’Uomo è Uno.

Nel vangelo e nella bibbia, che sono i testi della cultura ebraica, il dualismo non esiste. Il cristianesimo è nato due secoli dopo la morte di Cristo, ed è figlio della cultura occidentale, con la sua spaccatura tra il piano delle idee e il piano della realtà.

Da questo punto di vista parziale noi leggiamo il vangelo. In realtà Cristo è un ebreo che tentò di riformare il rapporto del suo popolo (quello ebraico) con Dio. Non aveva certo in mente di fondare un’altra religione !

L’azione di Gesù è un’azione completamente materiale: è guaritore, lotta per la Giustizia. E’ tramite la sua azione che rivela il Padre e la sua relazione con noi.

Cosa succede nella nostra chiesa ? Tutto è basato su uno spiritualismo che rifiuta la realtà, perché l’Uomo prescinde dal mondo, cerca di affrancarsi dal mondo, più ci si allontana dal corpo e più si è uomo (per approfondire questo argomento si legga l’ottimo libro di Umberto Galimberti Il Corpo). Questa visione è il retaggio della nostra cultura occidentale basata sul dualismo, da qui nasce la nostra cultura monastica, per esempio. La cultura biblica originaria è una cultura unitaria; il nostro pensiero occidentale l’ha divisa.

E i frutti di questa cultura profondamente separata crea il nostro mondo, un mondo che si definisce cristiano e non si scandalizza di fronte alla guerra, non si scandalizza di fronte allo sfruttamento di milioni di diseredati nel sud del mondo. Lo standard di vita statunitense è mantenuto solo e soltanto perché succhiamo il sangue dei poveri !

Cristo viene per gli ultimi, per difendere le vittime dell’ingiustizia: lo straniero, l’orfano e la vedova. I 3 esseri più deboli dell’umanità.

Nel nostro mondo diviso si mettono al centro i dogmi, la “verità”, e poi si spendono i soldi senza scrupolo. E’ l’immagine della globalizzazione moderna: l’onesto padre di famiglia si reca in ufficio e lì con un click di computer dispone dei beni dell’umanità intera senza avere alcuno scrupolo. Questo può succedere perché non abbiamo alcuna coscienza delle nostre responsabilità nell’uso dei beni del creato e nei rapporti di interdipendenza con gli altri uomini.

Torniamo alla nostra lettura del vangelo, perché è morto Gesù ? La visione ufficiale della nostra chiesa è che egli sia venuto al mondo per espiare i peccati dell’uomo, per espiare il grande peccato originale. Ma immaginate il nostro Padre buono, che sprizza amore in ogni pagina della bibbia, soprattutto nel vecchio testamento (si legga Osea, Isaia e Ezechiele) che manda il suo figlio prediletto a morire per espiare i nostri peccati… Non è possibile ! Questo racconto nasconde la verità del vangelo: Gesù è morto perché si è schierato dalla parte degli ultimi, e così si ha urtato contro il potere, che l’ha barbaramente tolto di mezzo. Vivere di Amore significa creare un fronte di comabttimento con cui difendere i poveri, e quando si sceglie questo fronte si urta il potere, e chi ha il potere si difende. In questo senso Gesù diventa il modello dell’Uomo ed è questo il significato profondo dell’Eucarestia: amare tanto l’uomo da lasciarsi morire per lui. Non è un rito vuoto ! Io ho paura che spesso il rito, nelle nostre chiese cattoliche, sia come un cumulo di pietre che copre la semplicità del messaggio evangelico: ama il prossimo tuo come te stesso.

Gesù dice chiaramente nel vangelo che l’unico modo per onorare Dio è la propria vita !

Scorgo nella chiesa un’eccessiva “privatizzazione”, una chiesa che ci serve per risolvere i nostri piccoli problemi quotidiani. La missione del cristiano è fondare il Regno di Dio sulla terra, una terra di Giustizia e Fraternità.

Il nostro è un mondo cristiano, e tutto ciò che di male succede nel mondo proviene dalle nostre scelte: noi abbiamo in mano il funzionamento della macchina che distribuisce e toglie i beni della terra.

Il nostro mondo cristiano ha bisogno di una rivoluzione, che parte al centro di noi: mettere al centro non la Verità, ma l’Amore che è responsabilità e cura dell’Altro.

Viviamo il momento dell’Alba, della nascita di questa nuova umanità, ma è un Alba che può durare secoli…

L’AUTORE

Nato a Lucca nel 1912, Arturo Paoli diviene sacerdote nel 1940; dopo quattordici anni entra nella congregazione dei Piccoli Fratelli di Gesù, ispirata a padre Charles de Foucauld. Nel 1959 si stabilisce in America Latina: dà vita a una nuova fondazione in Argentina; organizza una cooperativa agricola in Venezuela. Infine, nel 1985 si trasferisce in Brasile. Da quarant’anni Arturo Paoli condivide la sua vita con i poveri, senza per questo rinunciare all’attività di conferenziere e animatore: collabora con diverse riviste (“Rocca”, il periodico della Pro Civitate Christiana di Assisi, “Nigrizia”, “Il Regno”, “Jesus”) e ha scritto una trentina di opere. Tra i suoi libri: “Gesù, amore” (1960), “Dialogo della liberazione” (1969), “Il grido della terra” (1976), “Facendo verità” (1984). Nel 1944 ha ricevuto il titolo di “Giusto tra le nazioni” dall’ambasciata d’Israele in Brasilia per aver salvato la vita a un ebreo nel 1944.

Indicazioni Bibliografiche: Arturo Paoli, Quel che nasce, quel che muore, Milano, Sperling & Kupfer Editori/Edizioni Gruppo Abele, 2001, pp. 165.

[Tratto dall’intervento di Arturo Paoli alla Parrocchia San Pio X a Prato il 01 ottobre 2002]

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