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Lanza Del Vasto: l’Apocalisse e la Conversione

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Lanza Del Vasto – l’Apocalisse e la Conversione Lanza del Vasto è stato un grande profeta innovatore.Nel suo viaggio in India egli ha avuto una conversione totale: scopre un nuovo rapporto con sé stesso, ritrova una legge nuova a cui si lega.In “Pellegrinaggio alle sorgenti” racconta la sua conversione come in un romanzo. Questa conversione ha il suo completamento nell’incontro con Gandhi.Lanza scopre da Gandhi le beatitudini cristiane. Per noi occidentali le beatitudini sono verità lontane, che stanno in cielo (separazione tra il mondo immanente e quello trascendente). Per Gandhi invece le beatitudini sono una verità da mettere in pratica, da vivere qui ed ora: “beati i costruttori di pace, perché di essi è il regno dei cieli”: la frase è al presente, il regno dei cieli è qui, si può realizzare sulla terra, non è un’astrazione da contemplare e basta.Lanza definisce Gandhi un “novello Cristo” e da questo incontro comincia a rileggere il cristianesimo alla luce della nonviolenza.La conversione di Lanza ha due piani: un piano strutturale che coinvolge la struttura stessa della persona, la legge interiore su cui basare una vita; un piano sociale in cui la conversione personale diventa leva di un cambiamento verso le strutture sociali per realizzare il regno dei cieli, qui ed ora.E’ qui che nasce il sogno delle Comunità dell’Arca: un esercito di uomini “nudi” che fermeranno le guerre in Europa.Il legame delle relazioni quotidiane è la radice della forza dello spirito necessaria per la costruzione di una società nonviolenta. La nonviolenza, quindi, parte dalla vita, dalla conversione strutturale personale, per poi riversarsi sulla situazione sociale, con la convinzione profonda che non c’è potere che non si possa vincere. La parola d’ordine è “è possibile”.Gandhi ha liberato l’India in quarant’anni di lotta, attraverso il sacrificio di sé, un lavoro su sé stessi e con gli altri.Tutto parte dalla conversione, la conversione di sé, degli altri, e delle strutture. Lanza dice: “bisogna colpire nella coscienza per ottenere una vera conversione”. Alla fine di questo processo ci si riconosce nella nuova posizione che è nuova per l’altro e anche per sé stessi.

Dov’é colui che ama se stesso, che ama la propria integrità, la propria perfezione, la propria salvezza? Quello che la gente ama è il proprio piacere, i propri comodi, il proprio successo, tutti amano tutto di sé salvo se stessi.Ricordatevi una delle vostre giornate.Suona la sveglia, sono le sette. Aprite un occhio e pensate “Ah, oggi è mercoledì, bisogna che mi ricordi l’incontro che ho al Caffè del Progresso alle 7 di sera con quello là! …”. Non avete ancora aperto l’altro occhio e già vi trovate all’altro capo della città, a dodici ore di lì, e con quello là! … Ma torniamo a noi: presto in bagno ! La colazione: il giornale per sapere quello che succede in Mongolia o in Nicaragua. 8.20, stavo per dimenticare l’ora ! Uno sguardo in giro prima di lasciare la stanza. Ho dimenticato niente ? Il portafoglio ? La cravatta ? Le chiavi ?, No, niente. – Sì! Che cosa ? – Te stesso.Ma l’importante è di non perdere l’autobus. Ci arrivo giusto giusto. Arrivo all’ufficio, sbrigo la posta, rispondo al telefono. Ricevo due visite. Firmo un contratto. Mezzogiorno. Ritorno. Pranzo. Riparto, la posta, il telefono, il contratto, la visita. Finalmente viene sera! Casco dalla fatica… Andiamo al cinema a vedere le galoppate delle Montagne Rocciose, corriamo ad indossare diverse vite al posto della nostra. Ritorno a casa tardi; vado a letto. Spengo la luce. Questa volta sono solo con la mia anima. In quel momento mi addormento…Ecco l’ingranaggio. L’ingranaggio dei doveri, dei lavori, delle abitudini, delle necessità, delle vanità che ci attaccano al di fuori, alle altre cose.Ma come uscirne ? Sì, come uscire dall’esteriore ?Me lo domandi ? E’ tanto semplice: capovolgiti !Questo atto semplice, decisivo, si chiama conversione. La conversione è questo liberarsi, distaccarsi dal mondo e dirigere l’intelligenza, il cuore, i gusti,le forze verso l’interno.Verso il “divino interno delle cose” come dicevano gli egiziani; prima di tutto verso l’interno di se stessi”.
La grande novità di Lanza del Vasto è che egli non è un semplice discepolo di Gandhi. Tornato in Europa, si mette a spiegare il vangelo agli amici, sulla base degli insegnamenti di Gandhi (conversione e nonviolenza). Rifonda il vangelo e la lettura del vangelo sull’idea della conversione. 

Il peccato originaleLa scrittura insegna che il Peccato di Adamo è il male di aver mangiato il frutto del peccato, dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male.[…] Mangiare significa prendere e degradare per ridurre a sé, per incorporare.Frutto significa godimento e profitto. Il Peccato dunque è di aver tirato a sé e degradato la Conoscenza per il godimento e il profitto; e anche per l’orgoglio, perché il Tentatore promette: “Quando ne avrete mangiato sarete come dei“. […]La Conoscenza, Adamo l’aveva nella sua pienezza vivente e verde, poiché stava piantata, albero, nel bel mezzo del suo dominio e Dio non gli proibiva di guardare l’Albero e di sedersi alla sua ombra. Levato come una scala verso il cielo, l’Albero della Conoscenza era fatto per la contemplazione e l’adorazione, per gli occhi e non per il ventre. Non c’era bisogno di strappare il frutto, morderlo, e schiacciarlo ad uso del ventre.La Conoscenza, rubata a Dio e ridotta a sé, si degrada e dissecca. Diventa la Conoscenza del Bene e del Male, Conoscenza per divisione e per opposizione, conoscenza oggettiva, cioé esteriore, conoscenza astratta, cioé tirata fuori da, relativa e vuota di sostanza, conoscenza decaduta e rivolta verso il basso: mera conoscenza della materia.Il peccato originale è il tentativo, presente in tutte le religioni, di spiegare l’origine del male. Tutte le religioni sono rappresentazioni della lotta del bene contro il male.Nell’interpretazione di Lanza Del Vasto: cos’è il peccato originale ?La conoscenza adamitica era una conoscenza che crea (dare il nome alle cose è creare). La conoscenza di oggi, dopo il peccato originale, è invece sapere-sfruttamento, l’uomo mangia la mela, assume e digerisce il frutto della conoscenza per i propri scopi. Da qui nasce l’usare l’altro, usare il mondo per i propri interessi. E questo porta al conflitto, uomo mangia uomo. E’ il gioco sociale per cui tutti i genitori mandano i figli a scuola, con lo schema mentale: “così ti fai una buona posizione, lavori poco e guadagni bene”. E’la conoscenza per sé a scapito degli altri.Questo è il peccato strutturale del mondo occidentale. 

L’Apocalisse nel mondo di oggiIl potere della scienza a cui l’uomo si é affidato come ad un’autorità suprema, la possibilità di crescere a discapito di ogni serena convivenza tra i popoli, minaccia la costruzione di un futuro rispettoso delle diversità. La macchina del progresso, la bestia con sette teste, e dieci corna descritta nel brano dell’apocalisse 13 rappresenta perfettamente la dimensione della storia della potenza scientifica che dimentica la profondità dell’essenza della verità. La bestia, viene su dal mare, dalla profondità dell’abisso; nasce dalla materia, per dominare la natura. Le sue teste sono sette come i peccati capitali. Le corna rappresentano la forza, e su ognuna di esse é disposta una corona, simbolo della sovranità.Con le sue Forze, con i suoi poteri domina sul mondo, sugli uomini. La bestia simboleggia l’insieme degli appetiti dell’Uomo, il desiderio di potenza che va oltre la conoscenza di sé e del proprio spirito. L’Uomo per dominare deve dimenticare la solidarietà con suoi simili e la responsabilità di poter conoscere la verità e l’essenza del mondo attraverso il dono della conoscenza.Rinuncia alla conoscenza che scopre universi inaspettati per andare avanti su un’unica grande strada, l’unico imperativo è il dominio e il desiderio di vittoria: dimenticare la limitatezza per sentirsi onnipotenti.Nell’immagine biblica, una testa è ferita, è la testa della filosofia, dell’unità della conoscenza, della scienza che è amore per il sapere ma che soccombe sotto la spinta dell’ unica conoscenza verificabile: la conoscenza fenomenica che va avanti attraverso “fatti” misurabili. La verità ricercata diventa solo il dominio sulla natura, il desiderio di sentirsi onnipotenti, di sconfiggere il senso di limitatezza e con essa la paura della morte. Qualcuno ha detto che ogni volta che abbiamo paura, abbiamo paura della morte, potremmo dire che ogni volta che ci sentiamo minacciati da un nemico, il vero nemico è la paura e la nostra debolezza proiettata fuori di noi.La società di oggi è una società dei padri che come simbolo del controllo attraverso la regola, l’ordine, l’equilibrio del potere, la legittimazione della violenza, ci fa dimenticare il tempo della terra, il calore dei rapporti umani, della relazione, della cultura dell’affettività.

Apocalisse 13: la religiositàNell’apocalisse 13 di Giovanni, le bestie del male conquistano il mondo, totalizzano tutto. Il peccato diventa totale, tutti gli uomini adorano la bestia. E’ una profezia presente in tutte le religioni.Lanza Del Vasto attualizza la lettura dell’apocalisse in modo straordinario. Il mondo di oggi ideologizza il meccanismo della conoscenza che sta dietro al peccato originale: la scienza moderna è una conoscenza che scopre il mondo per piegarlo ai propri scopi, una conoscenza per dominare il mondo a nostro vantaggio. Uno spirito di sfruttamento che ha prodotto il mondo del terzo millennio: l’ambiente che muore, gli uomini che si combattono tra loro, il grande squilibrio nella distribuzione della ricchezza.Lanza Del Vasto scriveva queste cose negli anni del dopoguerra, nel pieno del boom tecnico-scientifico.Lo stato di oggi si costruisce sulla scienza, su questo tipo di scienza: oggi è il periodo del più grande rinnovamento del peccato originale, l’Apocalisse.Il progresso ci ha reso diversi, la religione è rimasta indietro rispetto a questo progresso, è una cosa sorpassata, le risposte ce le dà la scienza !Lanza Del Vasto recupera i testi sacri e li attualizza, fa vedere che i testi sacri avevano previsto i problemi del mondo moderno. E’ un lavoro nuovissimo, ribalta i rapporti di forza tra scienza e religione. La religione, rinnovata con la nonviolenza, riacquista la possibilità di agire sulla società moderna.Il cristianesimo è una croce, la croce di Cristo è l’assunzione di un sacrificio su di sé. E’ il centro della nonviolenza. “Dopo la croce c’è la resurrezione”: Cristo risorge perché va sulla croce in maniera nonviolenta, rifiuta i soldi degli zeloti che erano in pratica i rivoluzionari violenti del tempo.Per la maggior parte delle confessioni cristiane moderne la pace e la nonviolenza sono impegni morali, uno dei tanti impegni, al pari della carità. In tutte le confessioni cristiane maggioritarie (eccetto i Quaccheri), fede e nonviolenza sono divisi. La nonviolenza sta nel campo della morale, la fede sta più in alto. Ma nonviolenza e pace sono costitutive del cristianesimo.La fede di Cristo dice chiaramente, secondo la moderna lettura di Lanza del Vasto, che se sono nonviolento ho fede. E’ il cardine del messaggio evangelico racchiuso nella frase “amate i vostri nemici”.Lanza del Vasto dice che dopo Gandhi è necessario rifondare la religiosità, non i dogmi, non la religione, ma la religiosità appunto, cioé l’atteggiamento dei religiosi. In questo senso la nonviolenza gandhiana è strutturale, ci obbliga a ripensare il rapporto di noi con Dio, e di noi con gli altri.Le comunità dell’Arca, come realizzazione del messaggio di Lanza Del Vasto, creano questo nuovo modo di vivere la religiosità, una religiosità ecumenica che parte dall’assunto che la nonviolenza è il fondo comune di tutte le religioni, e non una nuova religione.

Riferimenti bibliografici
Lanza del Vasto, Lezioni di Vita, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1988.
Lanza del Vasto, Pellegrinaggio alle sorgenti, Jacabook, Milano, 1979.
Lanza del Vasto, Che cos’è la nonviolenza, Jacabook, Milano, 1979.
Lanza del Vasto, L’Arca aveva una vigna per vela, Jacabook, Milano, 1980.Lanza del Vasto, Introduzione alla vita interiore, Jacabook, Milano, 1981.
   

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