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Un Natale di conversione – Lettera dicembre 2018

Dicembre 2018

Carissimi

Un’era terribile quella contemporanea, soprattutto dopo l’accelerazione catastrofica che il mondo ha subito, sia sul piano ambientale, sia su quello sociale dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

Questo evento determinante della storia, non tanto e non solo per le responsabilità e le colpe del mondo islamico estremista, fascistizzato da mezzo secolo di guerra e di sfruttamento ad opera delle potenze occidentali, può essere visto come il simbolo della rottura della finta pace in cui la nazioni del benessere hanno vissuto dopo la fine della guerra fredda (ricordiamo i principali teatri di guerra, quasi tutti ancora in corso: Afghanistan 1979, Iraq 1991, Kossovo 1999, Afghanistan 2001, Iraq 2003, Libia 2011, Siria 2012).

L’attentato alle torri gemelle, ancora carico di misteri che solo il futuro e la ricerca storica potranno svelare nei particolari ancora oscuri del suo svolgimento, ha mostrato a tutti la portata del conflitto globale che sta avvenendo sul teatro del mondo.

Lo scontro è tra opulenza e miseria, tra Nord e Sud del mondo. Scontro che ha valicato i confini delle nazioni ed è ormai visibile sulle piazze delle capitali dei paesi ricchi, che si stanno rapidamente terzomondizzando (e lo sappiamo bene noi de Il Colibrì che conosciamo Rio de Janeiro, San Paolo, Lomè, Nairobi) con il loro carico di tensione tra pochissimi ricchi e una miriade di poveri e miserabili tenuti ai margini dell’economia.

È questa la chiave di lettura delle guerriglie degli Champs Elisè di questi giorni tra gilet gialli e polizia francese.

La nostra storia è la storia dell’Africa, del Sud America, dell’Asia.

La storia dell’ebraismo, del cristianesimo, dell’Islam, le tre religioni del libro come sono definite nel Corano, è, ci piaccia o no, la nostra storia.

Questa è la verità che tutti sappiamo e non abbiamo il coraggio di ammettere, soprattutto noi Europei.

E’ con questa chiave di lettura, che i media tendono in tutti i modi di farci dimenticare, che si devono leggere i drammi di questo terzo millennio appena iniziato; non lasciamoci ossessionare dal mantra Salviniano “africani delinquenti che ci rubate il lavoro e la pace, tornatevene a casa vostra!“.

La verità è che se non risolviamo nei prossimi 20 anni la crisi ambientale e la crisi sociale, portando equità e salute a tutti i popoli della terra e ai loro ecosistemi di vita, la guerra ci distruggerà tutti.

Ormai e da sempre, ma oggi con la globalizzazione mediatica in corso ancora di più, la storia europea, statunitense, africana, asiatica sono fuse in un continuum inestricabile.

Come ribadito dai fondatori delle democrazie occidentali, riuniti a Parigi il 10 dicembre 1948 dopo la conclusione della tragedia della seconda guerra mondiale, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che quest’anno ha compiuto 70 anni, se un Diritto non è per tutti, non è un diritto. Mai come oggi si sente la distanza tra il sogno dei padri della patria e la realtà.

E questo inesorabilmente, prima o poi, mina la pace e la sicurezza di tutti.

Finché in qualche parte del mondo, ci saranno bambine e bambini senza scuola libera e democratica, senza sanità pubblica, senza cibo e vestiario adeguati non ci sarà pace e sicurezza per nessuno.

Fatevene una ragione cari fratelli e sorelle italiani che avete dimenticato la vostra storia di popolo migrante (60 milioni sono gli oriundi italiani all’estero, arrivati in 20 milioni tra il 1870 e il 1970 fa su navi sovraffollate in USA, in Australia, in Sud America con le tasche e le pance vuote, con il proprio vissuto carico di disperazione e speranza: e nessuno si è mai sognato di buttarli a mare! per fortuna, chi non ha un nonno che può testimoniarlo?).

Se è giusto chiedere ai popoli che accogliamo di compiere il proprio dovere nel rispetto delle regole civili, non possiamo sottrarci ad accogliere e a dare un’opportunità a chi fugge da guerra e miseria.

Questo sottrarsi al dovere della solidarietà è la vergogna del Governo Conte con il Decreto Sicurezza, che cancella i permessi per motivi umanitari e inoltre non dà risorse per i rimpatri, diventando un’enorme fabbrica ipocrita di clandestini (La Caritas ha preso una posizione di critica aspra nei confronti del decreto Salvini, vedi articolo sul sito www.ilcolibri.it).

In questo clima generale non è facile trovare le motivazioni per farci gli auguri di Natale! Ma non si può prescindere dalla Verità.

E in fondo la Verità del Natale, in senso evangelico e non consumista, è la storia di una coppia di profughi, senza dimora, che non hanno perso la speranza e la fede e hanno dato vita a un figlio, che fu e resta per noi, e per molti, una luce che nessuna nube, anche la più oscura, può spegnere.

Quando mettiamo mano al portafoglio, e come ogni anno facciamo il bollettino per sostenere la scuola libera e democratica in Togo, in Brasile o in Camerun dobbiamo tenere ben presente che questa speranza e questa luce non possono e non devono essere offuscate. Una generazione di bambine e di bambini negli angoli più remoti del pianeta ce lo chiede, e chiede di poter scrivere una nuova pagina del futuro. E che sia una pagina di Pace, Speranza, Giustizia per tutti.

Grazie di cuore

La Redazione

Per le adozioni personali del Progetto Togo chiediamo come sempre 85€ per tutto l’anno a bambino, ovviamente qualsiasi cifra è ben accetta.

c/c Postale n. 14320501 – IBAN IT07I0760102800000014320501

Per il 5 per mille il nostro Codice Fiscale: 92017600484

Associazione di Solidarietà e Documentazione

Il COLIBRì ONLUS

Via Il Pozzo 39 – 59100 – Prato

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Colibrì News

Rassegna di articoli e anteprime, seguici sul sito www.ilcolibri.it

PROGETTO DI SCOLARIZZAZIONE IN TOGO

Prosegue il nostro progetto di scolarizzazione in Togo nei villaggi delle prefettura di Vo (Vogan). Quest’anno il nostro responsabile Amone Togbé ha svolto un lavoro di attenta revisione delle adozioni personali dei bambini nei villaggi sostenuti da Il Colibrì. La realtà dei villaggi, distanti 20-30 km dal piccolo centro di Vogan (a 50 km dalla capitale Lomé) è una realtà di grande povertà dove mancano tutti i servizi essenziali (luce elettrica, acqua corrente, presidi sanitari), la scuola rappresenta l’unica istituzione che dispensa cultura e alfabetizzazione di base ma non solo, è anche un centro di educazione alla salute e alla cultura civica. Da questo l’importanza di mandare questi bambini a scuola.

Le difficoltà di vita costringono le famiglie a frequenti e improvvisi spostamenti, quindi spesso i bambini e le bambine non terminano il percorso di studi nel solito villaggio. Amone garantisce da anni (dal lontano 1996), con un’attenta raccolta di dati anagrafici e foto, che i bambini sostenuti dal nostro progetto concludano il percorso scolastico annuale, non sempre riusciamo a seguire il bambino per tutto il ciclo elementari e medie (6-13 anni): Questo è il motivo per cui alcuni bambini sono stati cambiati.

Non dimentichiamo che ogni bambina o bambino che rompono il muro dell’analfabetismo sono una speranza di pace e giustizia per tutti.

Per le adozioni chiediamo come sempre 85 euro annui, ma ogni contributo è ben accettato.

Amone ci ha chiesto inoltre i fondi per risistemare il tetto fatiscente di una scuola in un villaggio. Aspettiamo i dettagli che troverete sul nostro sito web.

Ogni aiuto, anche piccolo, è importante!

Sul sito Foto e approfondimenti sul Progetto Togo www.ilcolibri.it

DIRITTI MONDIALITA’

Una rassegna di articoli dal nostro sito

Il racconto dei sopravvissuti al sequestro della nave Diciotti

A bordo della nave della Guardia costiera si contavano 177 migranti, tutti provenienti da Somalia e Eritrea. All’ottavo giorno è arrivata l’autorizzazione allo sbarco dei minori non accompagnati. Già, perché tra gli ostaggi di questo cinico sequestro di Stato c’erano anche 27 tra bambini, bambine e adolescenti. Per otto giorni nessuna pietà, neppure per loro: per quasi una settimana in mare aperto e poi altri tre giorni fermi nel porto di Catania. Il racconto dei sopravvissuti nel reportage dell’Espresso … www.ilcolibri.it

La Libia in mano alle Bande Armate

La Libia del dopo Gheddafi è un grande caos in mano a banda armate senza scrupoli che si contendono il traffico di materie prime e la lucrosa gestione della tratta dei migranti. Un reportage dall’Espresso.

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Cosa hanno visto gli occhi di Nebras

L’orrore della tratta dei migranti raccontato da una giovane donna etiope, uno splendido reportage da l’Espresso di Ottobre 2018.

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Migranti, approvato il Global Compact, l’Italia si astiene

L’Italia del governo Conte si astiene, con una decisione vergognosa, nell’approvazione del Global Compact in sede Onu. L’accordo mira a ristabilire i diritti dei migranti e a stroncare la tratta degli esseri umani nel mondo, uno dei più grandi orrori di questo terzo millennio.

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Un sindaco donna a Tunisi

Souad Abderrahim è la prima donna sindaco di Tunisi. Se questo sia o meno un reale segno di cambiamento sarà chiaro solo con il tempo, di certo nel 2019 in Tunisia si terranno le prossime elezioni parlamentari e presidenziali e per molti il ruolo di sindaco è stato solo l’anticamera di un’ambizione presidenziale. Se sia il segno di un reale cambiamento o solo una strategia di propaganda lo scopriremo nei prossimi mesi.

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Libertà di Informazione a Rischio !

Dopo l’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi dell’ottobre scorso, barbaramente ucciso dentro l’ambasciata Saudita a Istanbul su comando del giovane dittatore miliardario Bin Salman, un’ombra scura cala sulla libera informazione nel mondo.

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